8.5.07

Claudio Montesion di Wine Community interviene sul Vinitaly

Da me interpellato e sollecitato ad un intervento, Claudio Montesion, presidente dell'Associazione Wine Community, interviene sulla natura business o consumer del Vinitaly, tema al quale avevo dato spazio alcuni giorni fa e che mi ha permesso di raccogliere alcune opinioni di produttori. È quindi con piacere che pubblico integralmente la mail che ho ricevuto in merito all'argomento.

"Premesso che il settore vitivinicolo, così come altri settori, si basa su regole di business e che, a differenza di altri settori, traendo le propri origini dalla terra e vedendo impegnate persone che non hanno una cultura e una visione imprenditoriale, concordo su quanto anche Lei, come me, ha recepito in occasione dell’ultimo Vinitaly.
Analizzare pregi e difetti di questa manifestazione sarebbe lungo e poco proficuo, ma ovviamente vi sono almeno due domande che esigono risposte.
Cosa spinge un Produttore a partecipare al Vinitaly? Immagine, dire di non essere stati presenti al più importante evento nazionale, e non solo, fa sentire un Produttore ai margini del settore, anche se il rapporto costi/benefici risulta poco soddisfacente.
Cosa si aspetta un Produttore da questa manifestazione? Di trovare buyers, nazionali e internazionali, che gli “svuotino” le cantine e li collochino sugli scaffali di una grande catena distributiva o nel maggior numero di ristoranti o agriturismi e ancora enoteche, mercati esteri…
Risulta pertanto, sfortunatamente, evidente che il Vinitaly è una manifestazione prettamente business che cerca attraverso il proprio brand di promuovere i Produttori avvicinandoli ai medi e grandi buyers.
Dico sfortunatamente perché il Produttore italiano non ha ancora capito che la sua fortuna la deve trovare nella fidelizzazione dei Consumatori e dei Wine Lovers. Come si fa a pensare che all’interno di una manifestazione così caotica, un Produttore possa fare del business offrendo vino a volontà a chiunque? E ha ragione perché un appassionato, al Vinitaly, avrà degustato qualche decina di vini e ammesso che il suo vino ideale sia in Sicilia, abitando lui a Trento, difficilmente richiamerà il produttore a lui caro per acquistare il suo vino.
Ecco perché anche i Produttori sono restii nell’avvicinamento da parte del singolo Consumatore o Appassionato. Ma sbaglia, perché non ha ancora capito che non è sufficiente uscire dal vigneto una volta l’anno, farsi vedere, non da tutti, per poi forse tornare dopo un anno.
Ma è un fatto di cultura. Il Produttore italiano investe anima e corpo sul prodotto di qualità e fa bene, peccato… che quel prodotto lo conosca solo lui e pochi altri compratori della sua zona.
Il Produttore deve diventare un Imprenditore Produttore e come tutti gli Imprenditori deve sentire la necessità di Comunicare, deve imparare ad investire sulla Promozione se desidera farsi conoscere e apprezzare. Purtroppo questo concetto sfugge ancora ai più.
Per questo stiamo organizzando, come Associazione, un seminario indirizzato ai Produttori dal titolo “Marketing del Vino per Competere sui Mercati”, condotto da esperti a livello internazionale."
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1 commento:

Karl Fuchs ha detto...

Iniziativa interessante, anzi molto, bisognerebbe smuovere i produttori. Molti sono bravissimi e molto concentrati sull'offire un prodotto di qualità, talmente concentrati da dimenticare che esiste un mercato, esistono dei clienti, suggerirei di contattare le due maggiori associazioni di vino italiane. Ho appena scritto un nuovo post sul mercato del vino ed esportazione invito a leggerlo
www.papillevagabonde.blogspot.com