31.5.07
Blog e blogosfera
Girando per la rete e scorrendo i blog degli altri, ne vedo moltissimi che parlano di pubblicità, di comunicazione e di marketing e mi accorgo che, spesso, i contenuti sono gli stessi, sia in forma testuale che video.
Alcuni poi, che vengono (così sembra) tenuti in grande considerazione, forse perché i loro autori lavorano in grandi aziende o sono particolarmente conosciuti dalla blogosfera e dai vari social network, contegono post di non più di due o tre righe che raccontano di fatti più o meno personali.
Quando si parla delle regole per fare un blog di successo, che conquisti molti accessi e che magari generi anche un discreto introito pubblicitario attraverso qualche programma di affiliazione, si dice che è preferibile individuare un argomento specifico e che i post siano il più possibile originali, ovvero con contenuti non importati da altre fonti.
Avere in blog è impegnativo, è un progetto da curare giornalmente che ti obbliga a cercare notizie in rete ed a riflettere spiù in profondità su ciò che quotidianamente facciamo per lavoro.
Su marketingfieristico mi sforzo, anche attraverso un sistema di vasi comunicanti, di trasferire riflessioni e spunti che pubblico altrove. Poi è inevitabile proporre informazioni, di cui i miei lettori avvertono il bisogno, prese da newsletter o altri siti, che evidentemente non hanno una diffusione così capillare.
Altre idee che spero di concretizzare a breve saranno la possibilità, da parte mia, di inserire dei video post e di dare, a chi sarà interessato, le chiavi del blog con la possibilità di postare in autonomia notizie attinenti sempre il mondo delle fiere.
In fondo, quando hai un blog, viene fuori il giornalista (oops, forse non lo dovevo dire?) e lo scrittore che è in ognuno di noi.
Tra i blog che seguo con particolare interesse, poiché percepisco il lavoro che l'autore fa per renderlo vivo ed informato, ci sono, ad esempio, Marketing Usabile, Marketing del Vino, Marketing Park, Marketingblog, Simplicissimus e il progetto di social network di Robin Good (ce n'è anche qualcun'altro ma qui non è i caso di fare elenchi troppo lunghi).
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30.5.07
Salone del Cibo, VIP Lounge Alitalia ed altre amenità...
Nei giorni scorsi ho raccolto alcune immagini digitali tratte da alcuni miei lavori che grazie a Flickr è molto più semplice rendere fruibili.Purtroppo, la quasi totalità delle foto che ho l'abitudine di scattare come documentazione del lavoro svolto, anche di quelli più recenti, è in forma cartacea ed il lavoro di scansione sarebbe troppo oneroso in termini di tempo, quindi mi è impossibile renderle disponibili.
Dovete quindi credermi sulla parola e devo mettere definitivamente da parte la classica macchina fotografica.
Le immagini che troverete sono tratte dal Salone del Cibo, organizzato ai tempi della presidenza Storace (quella che ho inserito nel post ritrae lo stand dell'ARSIAL all'interno dell'area dedicata al Lazio), e dalla realizzazione di un progetto di interior design per Alitalia, nella fattispecie relativo alle nuove VIP Lounge (nelle immagini, il rinnovato scalo internazionale di Bruxelles, anche con qualche foto della capitale belga scattate durante qualche ora di pausa).
Mi sarebbe piaciuto inserire qualche immagine tratta dalla mostra mercato L'Italia delle Mille Piazze che si è svolta ad Osaka, che nonostante sia una cosa non più recente (2002), rimane uno dei lavori che più mi hanno dato soddisfazione.
Per chi volesse approfondire questo evento in particolare, può linkare qui e qui.
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29.5.07
Palafiere La Spezia: la città ligure punta su fiere ed eventi
Sarà pronto nel prossimo settembre il nuovo Palafiere della Spezia, che sarà inaugurato in autunno con la rassegna Smart, in programma ai primi di novembre.Il nuovo spazio fieristico si sviluppa su due piani, per un totale di 5.500 metri quadrati e potrà accogliere 180 stand espositivi.
La struttura esterna sarà in zinco-titanio e sarà completamente cablata per un immediato accesso ad internet. La città ligure punta molto sul moderno Centro Fieristico per attirare nuovi eventi e rassegne.
Fonte: TTG Italia
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28.5.07
Master di Secondo livello in Exibition Design - Architettura dell'esporre
La data di scadenza per la presentazione delle domanda è fissata al 12/09/2007.
Il Direttore del Master è il Prof. Luca Basso Peressut.
L' Ente Erogatore è Dipartimento di progettazione dell'architettura del Politecnico di Milano.
L' indirizzo è via Golgi, 39 Milano.
Info:
Sig. Luca Cerone
Telefono: 02/23995657 - Fax: 02/23995638
luca.cerone@polimi.it
La scheda completa del Master è disponibile al link precedente.
Fonte: Tafter
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25.5.07
Finanziamenti per manifestazioni culturali
Potranno accedere ai contributi dell’assessorato alla Cultura i soggetti che hanno già effettuato l’iscrizione nell’elenco della Provincia di Viterbo o quelle che lo faranno in concomitanza con la presentazione della domanda, le amministrazioni e gli enti ecclesiastici.
Sono invece escluse le iniziative relative ai presepi viventi per le quali sarà a breve pubblicato un apposito bando.
Scarica appresso la modulistica.
Le associazioni che intendono partecipare al bando sono tenute, dopo aver compilato il modello on line entro il 10 giugno, a stamparlo e a farlo quindi pervenire (con marca da bollo da 14,62) a mano o inviarlo con raccomandata A/R.
Termine per la consegna del materiale cartaceo è il 25 giungo 2007. Il sostegno provinciale non potrà essere superiore a 6000 euro né inferiore a 1.000 euro e non potrà in ogni caso superare il 60% delle spese previste per lo svolgimento dalla manifestazione.
Fonte: Tafter
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24.5.07
L'impatto delle trasformazioni della distribuzione sulle fiere (quinta parte)
Chiudo oggi la serie dei post dedicati all'analisi dei cambiamenti subiti dalle fiere a seguito delle trasformazioni nella grande distribuzione, analizzando gli ultimi sue settori: moda ed articoli da regalo.Per quanto riguarda il settore della moda, non appaiono all'orizzonte cambiamenti sostanziali.
La moda vede attivi sul mercato (oltre alle aziende produttrici) grandi distributori e piccoli distributori. Entrambi sono accomunati dall'essere visitatori della manifestazioni fieristiche internazionali con Milano e Parigi su tutte, ma con grandi numeri anche per Firenze e Roma.
Emerge quindi una marginalità degli eventi locali che riscuotono interesse solo per nicchie di prodotto destinate a target specifici, come ad esempio, l'abito da sposa e da cerimonia.
Grandi distributori e piccoli distributori perseguono, nella visita alla manifestazione fieristica, due scopi diversi: i primi, per verificare la bontà di scelte programmate con largo anticipo, mente i secondi per effettuare in sede di fiera le scelte per il futuro assortimento.
Anche per il settore degli articoli da regalo (fatta esclusione per la "regalistica" aziendale, che utilizza alcuni appuntamenti dedicati) non si notano sconvolgimenti di sorta.
Il settore ha la particolarità di contenere al suo interno categorie di prodotti eterogenee tra di loro: dalla gioielleria al complemento d'arredo, dalla cartoleria agli accessori moda.
In Italia la manifestazione più importante, di livello internazionale, è il MACEF di Milano, ma anche il Salone del Mobile riveste una certa importanza per il settore in questione: ciò perché questi sono gli appuntamenti che permettono ai distributori (spesso aziende a conduzione familiare) di avere a disposizione un'offerta sufficientemente ampia da soddisfare tutte le esigenze.
Siamo quindi di fronte ad una categoria di fiere dove non è richiesta una forte specializzazione, come abbiamo visto per altri settori.
Conclusioni.
- Le fiere italiane di carattere internazionale continuano a riscuotere successo, anche se forte è l'incalzare delle manifestazioni presso i mercati emergenti del sud-est asiatico.
- Le fiere nazionali rappresentano una valida opportunità per coloro che non possiedono i mezzi per essere presenti come espositori/visitatori agli appuntamenti internazionali.
- È forte la richiesta di ridefinizione di alcune manifestazioni italiane di livello internazionale in termini di contenuti e frequenza.
- Emerge la necessità di tenere divisi i due diversi target di visitatori: professionali e consumatori.
- Per alcuni settori, stanno emergendo forme alternative alla fiera (fiere interne ai produttori).
23.5.07
Blog Excellence Awards 2007
AAA Copywriter Pubbilicità Varese e Informatica Friuli, con il contributo di Comunitàzione.it, hanno indetto il concorso "Blog Excellence Awards 2007", per promuovere gli autori di blog meritevoli attinenti l'advertising, il marketing e web marketing. Come funziona?
Vengono presi in considerazione singoli post sui diversi blog, che dovranno essere proposti da blogger diversi dagli autori. Ogni singola proposta per un post equivale ad un voto di preferenza. Vince l’autore il cui post raggiunge il massimo numero di preferenze, e così il secondo e il terzo classificato, ma ad ogni post votato verrà assegnato un riconoscimento e un link.
Marketing fieristico partecipa a questo concorso per la sola sezione marketing ed i post che potrete votare saranno contraddistinti da un banner apposito, posto come mia abitudine, all'inizio del post, come vedete anche in questo (che però non partecipa al concorso).
Cosa si vince?
Niente di tangibile, non ci sono premi di valore se non una cosa preziosa per ogni webmaster, visibilità e popolarità.
Infatti a ciascun post votato verrà riservato un link sui siti promotori e il banner che è visibile all’inizio di questa pagina.
Il regolamento completo, con le relative istruzioni per il voto, lo trovate qui.
A questo punto, cari amici blogger e navigatori di Marketing fieristico: votate, votate, votate.
22.5.07
Da Exhibition Manager ad Exhibition Advisor
Sono quindi un consulente che mette a disposizione di aziende dirette - ma anche di agenzie di comunicazione - le proprie competenze ed il proprio know how per gestire al meglio i budget stanziati per partecipare a manifestazioni fieristiche, sia in Italia che nel mondo.
La consulenza che metto a disposizione è "a tutto tondo" ed è quindi comprensiva anche di quella progettualità e di quegli aspetti organizzativi e logistici, di fondamentale importanza per partecipare con successo alle manifestazioni fieristiche.
Il mio obiettivo, ma sarebbe più corretto parlare di modus operandi, parte da un'analisi di ciò che l'azienda ha fatto in termini di partecipazioni fieristiche, e quali risultati queste hanno dato.
Per poi proseguire con un'analisi delle caratteristiche del/i mercato/i di riferimento in cui l'azienda opera e dei trend in corso, in relazione all'utilizzo delle fiere, come mezzo di comunicazione, relazione e prospettive di vendita.
Attraverso queste analisi preliminari, viene predisposta una griglia che rappresenta le condizioni migliori di utilizzo di quella fetta di budget di comunicazione, allocato per le fiere, quindi numero di manifestazioni alle quali essere presenti, titoli, dimensione dello stand, caratteristiche dello stand, produzione da esporre, materiali promozionali da produrre, e così via.
Come sempre, in questa attività, conta molto, anzi direi che è assolutamente fondamentale, la tempistica con la quale si affrontano le necessità. La programmazione è la fase più delicata e quella che richiede maggior tempo e maggior dedizione.
La posizione di Advisor mi consente di dare anche nuovo impulso alla mia attività di formatore nel campo del marketing e della comunicazione, attività che svolgo da oltre 10 anni.
Se volete saperne di più, scrivetemi.
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21.5.07
FormPA 2007, impressioni sugli espositori
Nel primo giro compiuto questa mattina - alla ricerca di materiale utile alla mia attività - non sono emerse cose particolarmente rilevanti.L'afflusso di pubblico non è particolarmente importante, ma è nella norma visto che siamo al primo giorni di fiera.
Oltre alla presenza delle istituzioni, delle aziende di servizi (editoria specializzata, software houses, agenzie di stampa, associazioni varie) quello che a me interessa particolarmente è la quantità - e la forma - della presenza degli enti territoriali.
La palma allo stand più bello, va ex aequo al Comune di Napoli alla Regione Piemonte.
La Regione Puglia, con il nuovo corso targato Vendola, punta sui lavori in corso nella Regione, per realizzare un ente locale a misura di cittadino, soprattutto per quanto concerne la Sanità.
Nello stand della Regione Emilia Romagna, mi ha incuriosito il progetto di radio on line messo in piedi dall'ente.
La Regione Calabria, come sempre, punta sulla "gola" con una esposizione che unisce e-government e soppressata.
Il premio alle hostess più belle va alla Provincia di Cosenza ed al Sole 24 Ore.
In fiera, il WiFi di Fastweb (l'unico accessibile senza password) va e viene ed a tratti ho potuto fare a meno del mio telefono cellulare.
Sono le 15 ed il giro in fiera è pressoché terminato: mi aspetta un incontro professionale tra circa mezz'ora, poi se avrò tempo e se le distanze lo permetteranno, ho in previsione di recarmi al Caffè Doney in via Veneto per incontrate Antonio Tombolini.
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Nuova Fiera di Roma, in diretta dal FormPA 2007
Come promesso, posto in diretta dal ForunPA che ha aperto questa mattina, appoggiato ad una scrivania di fortuna.Impressioni: la Nuova Fiera di Roma (che già avevo visitato in occasione della sua inaugurazione) è una cattedrale nel deserto. La disorganizzazione regna sovrana; mancanza di segnaletica ed informazioni sui reali accessi ai padiglioni, generano disorientamento tra i visitatori che sono costretti, come il sottoscritto, a percorrere circa 3 km a piedi prima di arrivare alla porta di accesso, quella Nord.
Il Quartiere è ancora in costruzione e molti spazi sono stati attrezzati con metodi di fortuna. Ho scattato delle foto che inserirò nella mia pagina di Flickr, non appena le avrò scaricate sul mio pc.
Questa mattina un incontro presso lo stand della Presidenza del Consiglio dei Ministri (il più grande di tutta l'esposizione) con una mia ex cliente in Sviluppo Lazio, con la quale abbiamo parlato dei bei tempi andati ed abbiamo discusso di eventuali nuove sinergie.
Oggi pomeriggio alle 16, incontro con un nuovo probabile cliente.
Questa mattina rapido passaggio attraverso due dei quattro padiglioni nei quali si articola la Fiera.
Vi aggiornerò più tardi con un nuovo post. Proseguo la visita.
Stay tuned.
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18.5.07
Teatro indipendente: a Roma Teatri di Vetro
La straordinaria produttività del territorio e la molteplicità dei linguaggi corrispondenza nella struttura della manifestazione, che coinvolgerà diversi luoghi della città per tre distinte sezioni artistiche: spettacoli, performance, studi.
Si tratterà di una vera e propria “fiera”: undici giorni di teatro, di spettacoli, di studi, di riflessioni comuni, di approfondimenti, dal Teatro Palladium a diversi spazi della Garbatella.
Contribuirà a rafforzare la visibilità di ogni singola realtà partecipante il Catalogo del teatro indipendente di Roma e Provincia 2007 in cui confluiranno, senza selezione, i materiali e le schede di presentazione inviati alla Direzione artistica.
Teatri di vetro, fiera/mercato del teatro indipendente
Roma, 17-27 maggio 2007
Info: Triangolo Scaleno Teatro -Via dei Latini, 4 Roma - Tel. 06 4441218
Fonte: Tafter
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17.5.07
Roma, Forum PA 2007 apre i battenti lunedì
Lunedì 21 maggio apre i battenti l'edizione 2007 di ForumPA, una delle principali manifestazioni dedicate alla comunicazione della pubblica amministrazione, insieme agli eventi di Rimini e Bologna.In questo post non fornisco ulteriori ragguaagli sulla manifestazione, rimandando alla visita del sito web, il cui link è poco sopra (ed anche nell'elenco a destra del post).
Io sarò presente il primo giorno, lunedì, per alcuni incontri professionali.
Se ci riuscirò, seguirò un paio di convegni dedicati ai piccoli comuni (non ve l'ho mai detto, ma curo anche la comunicazione e le relazioni con i media di un piccolo comune della provincia di Rieti), ma una cosa me la sono ripromessa: dotato del mio Mac e del mio cellulare, compatibilmente con la durata delle batterie e sperando anche di trovare qualche presa volante, posterò dalla Fiera alcuni commenti e impressioni in diretta e, se ci riesco, anche qualche video.
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16.5.07
L'impatto delle trasformazioni della distribuzione sulle fiere (quarta parte)
Una nuova puntata di questa serie dedicata, questa volta, all'analisi del settore alimentare, che, al pari di quello dell'elettronica di consumo, ha visto i maggiori cambiamenti nella rete distributiva.Tuttavia, proprio questo cambiamento, che rappresenta un adeguarsi a ciò che nel resto dell'Europa occidentale era la norma da molto tempo (mi permetto di fare una distinzione tra Europa occidentale ed orientale, in quanto i diversi regimi politici hanno determinato politiche distributive profondamente diverse anche se i Paesi dell'Est stanno recuperando a grande velocità), ha finito per attribuire un valore diverso alle fiere di settore.
Le grandi fiere internazionali italiane (Cibus, Vinitaly, Marca) e straniere (World of Private Label, Anuga e Sial) riscuotono comunque successo, ma non sono più luoghi del rapporto privilegiato tra produzione e buyer, in quanto questi sono ormai continui ed estesi ad ogni luogo: semmai, costituiscono un momento per valutare le tendenze della produzione e valutare l'inizio di nuove collaborazioni commerciali.
Le fiere, oltre a quelle internazionali, anche le molte altre a livello nazionale, seguitano ad essere i market place di riferimento per i piccoli distributori e per gli operatori del canale away from home, ovvero quello della ristorazione, che sebbene abbia visto lo sviluppo di molte catene, rimane ancora un settore estremamente frammentato, con la presenza
di moltissime piccole e micro aziende.
Ma anche la grande distribuzione è interessata a questi appuntamenti, dove ha la possibilità di incontrare quei produttori tipici locali le cui specialità spesso non vengono proposte dagli intermediari (grossisti) e che consentono di creare "integrazioni assortimentali a carattere temporale" od operazioni a più ampio respiro come quella realizzata da Conad con il marchio "Sapori&Dintorni".
Fonte: TradeLab per AEFI
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Approccio al cliente: 10 consigli per il P.E. (Paradigma Efficacie)
Questo è il primo post, spero di una lunga serie, che contribuisce ad arricchire le collaborazioni esterne di professionisti, a volte distanti dal mondo delle fiere, ma certamente attivi nel campo della comunicazione e del marketing e che stanno contribuendo, con preziose testimonianze, ad arricchire il dibattito innescato da questo blog.
Buona lettura.
1. Attenzione personale verso il cliente. Sempre, non solo quando ci dà
lavoro.
2. Consapevolezza che siamo tutti nello stesso mercato, per cui oggi siamo
noi a parlare, domani potranno essere loro. Quindi se non siamo bravi a farci ascoltare, non lo saremo neanche ad ascoltare loro.
3. Consapevolezza che dobbiamo comunicare sullo stesso livello culturale: mai impermalosire l'interlocutore mettendolo in una condizione di
inferiorità estetica: "Guardate che stile abbiamo noi e quanto è di basso
livello la vostra comunicazione! Diteci bravi!"
4. Attenzione verso la piena soddisfazione del cliente come obiettivo di
qualità totale.
5. Umiltà: siamo consapevoli di non essere perfetti, rispettivamente, nel
soddisfare al 100% le aspettative del cliente, nella qualità del prodotto e
nella qualità del servizio postvendita. Ma operiamo per un miglioramento continuo.
6. Semplicità.
7. Lavoro di squadra tra aree aziendali in spirito di collaborazione: questi
in quell'azienda si parlano fra loro e lavorano insieme in un buon clima. Comunicarlo solo se è vero! Le bugie hanno le gambe corte.
8. Rispetto del tempo del cliente: "Avrebbero potuto telefonare, come fanno
tutti, disturbando il mio lavoro. Invece che nella voce, le parole le hanno messe
in un messaggio di posta elettronica che può essere aperto in differita,
quando mi è più comodo leggerlo ed estenderlo velocemente ai miei
collaboratori."
9. Il cliente non è un limone da spremere per aumentare il fatturato
e arrivederci e grazie; è un interlocutore con cui fare reciprocamente
business e svilupparsi nel tempo.
10. Educazione. Il cliente pensa che chi decide in azienda ha scelto con
cura ed attenzione le persone con cui collaborare. Persone che non hanno verso il
cliente il classico "sguardo assente".
Gabriele Rossi
Josè Saramago : "Noi non siamo ciò che diciamo di essere, siamo il credito che ci
danno gli altri".
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15.5.07
Viticoltori Italiani e nuovi mercati
Uno dei miei lettori più attenti, Karl Fuchs, blogger anche lui con il suo papillevagabonde ha commentato il post di Claudio Montesion (Wine Community), postato qualche giorno fa e riguardante la propensione alla comunicazione ed al marketing di alcuni produttori. Un tema, che con le fiere sul turismo, sembra riscuotere molto interesse.Ripropongo in versione integrale l'intervento di Karl (leggibile anche nel suo blog) in quanto credo che meriti una meditazione.
"Nel mercato del vino internazionale è un dato certo, più di una bottiglia su tre, dei tre paesi principali produttori di vino cioè Italia, Spagna e Francia, viene consumata fuori dal territorio nazionale di produzione.
Nel 2006 le esportazioni di vino hanno rappresentato il 34,5 % del consumo mondiale contro il 18% di dieci anni fa. Il volume d'esportazione rispetto all'anno passato è aumentato del 5,3% (83,1 milioni di ettolitri).
Nel 2006 i sei principali esportatori di vino del "nuovo mondo" (Argentina, Cile, Africa del Sud, Nuova Zelanda e Stati Uniti) in continua crescita, hanno raggiunto una quota di mercato che si attesta oramai al 27,4% (insieme Italia Spagna e Francia rappresentano il 55% della quota di mercato).
Buone nuove per i produttori italiani che rimangono leader con 17 milioni di ettolitri contro i 15 dell'anno precedente, in particolare grazie ai vini provenienti dalla regione Toscana, Veneto, Piemonte.
Tutto bene? No non va tutto bene, anche se è indubbio che è un periodo positivo, ma non è positivo per tutti i produttori, in quanto le esportazioni di vino, riguardano solo le grandi aziende, mentre i piccoli produttori hanno difficolta a commercializzare i prodotti, anche se non mancano le eccezioni.
La produzione mondiale nel 2006 è compresa tra 279,3 milioni di ettolitri e 287,3 il consumo sui 24o. Siamo in una situazione di sovrapproduzione di vino che da un parte vede contrapposti i produttori di vino dall'altro i consumatori, dato che si riduce sempre di più il consumo del vino pro capite in tutti i paesi produttori.
La concorrenza dei paesi del nuovo mondo (Argentina, Cile, Nuova Zelanda, Africa del Sud, Stati Uniti) inizia a farsi sentire sui mercati europei, grazie all'ottimo rapporto qualità/prezzo, mentre emergono sempre di più nuovi paesi produttori come il Marocco, la Cina e il Brasile. Sono inoltre in arrivo i paesi dell'Europa dell'Est, che hanno intenzione di posizionare i loro vini sui mercati dell'Europa Occidentale.
Così molti produttori vedono nella possibilità di esportazione, l'unica risorsa per riuscire a vendere il loro vino. Se ciò corrisponde a verità, dove?
Il cambio euro/dollaro così alto aiuta l'esportazione di vino?
L'Unione Europea vorrebbe fare ridurre le superfici vitate come possibile soluzione di sovrapproduzione e delle previsioni di riduzione di consumo di vino.
Io credo che nonostante il nostro paese sia leader nella produzione di vino, è necessario, per mantenere la nostra leadership, l'impegno di tutti attraverso non solo una copertura dei mercati esteri più incisiva, ma anche nell'elaborazione di nuovi vini con un ottimo rapporto qualità prezzo, anche al di fuori delle etichette DOC e IGT.
I nuovi mercati non sono una panacea, una soluzione dei nostri problemi, in quanto tradizione e cultura sono molto diversi. Invito alcune aziende a guardare nel loro territorio per recuperare quel mercato che hanno perso e che stanno perdendo.
Con questo non voglio dire che non devono cercare nuovi mercati, ma sceglierne solo alcuni più interessanti per non disperdere energie. Bisogna che imparino a costruire con i mercati un rapporto di continuità e di dialogo con i consumatori."
* dati liberamente tratti dall'ultima pubblicazione sul mercato generale del vino del 2006 a cura dell'Organisation International de la vigne et du vin.
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14.5.07
Vitigno Italia lancia il Personal Wine Trainer
Pubblico integralmente (e ringrazio per la segnalazione) un post apparso nel blog di Slawka G. Scarso, Marketing del Vino, che segnala un'iniziativa assai interessante, che rientra nella scia del dibattito aperto intorno alla comunicazione, applicata alle fiere, del vino."Sono passati i tempi in cui c’era quel tipo biondo al Grande Fratello che diceva in un americano storpiato e irriconoscibilmente barese che nella vita faceva il personal cheiner. Oggi Vitigno Italia, manifestazione partenopea dedicata all’autoctono lancia il Personal Wine Trainer, un sommelier personale stile personal shopper, capace di fare da guida tra le migliaia di vini in mostra impartendo al tempo stesso qualche lezione sulla degustazione del vino…
Il servizio è disponibile per un’ora o per un’intera giornata, per una o massimo 8 persone, e sia in inglese che in italiano al costo di 40 euro/ora (iva esclusa).
Un bella idea che si trova perfettamente in linea con tutta una gamma di servizi fatti su misura che ora vanno particolarmente di moda perché sono in grado di aggiungere il valore aggiunto della personalizzazione - meglio ancora se in un evento alienante come una fiera stracolma di gente…
Per i dettagli visitare la pagina dedicata."
Fonte: www.marketingdelvino.it
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11.5.07
Interior design
Ultimamente mi sto dedicando anche ad altre cose, oltre al mio lavoro nel campo delle fiere, con cose più vicine ai miei trascorsi accademici. Pochi giorni fa ho ricevuto l'incarico per il restyling di un appartamento nel centro storico di Roma, un lavoro che sognavo da anni di fare.Esiste infatti una profonda differenza tra la progettazione di uno spazio temporaneo quale è uno stand, ed uno destinato a durare nel tempo, quale è un'abitazione.
Nello stand si seguono canoni progettuali diversi, anche se spesso si tende a farli assomigliare a dei luoghi destinati all'abitare per caricarli di significati più aderenti al vissuto quotidiano. Ma tendenzialmente si tende a sperimentare di più, ad utilizzare materiali che difficilmente troverebbero spazio in un'abitazione, mentre l'impiantistica è meno invasiva e spesso non hai un soffitto con il quale confrontarti.
Lo stand lo tratti (almeno io faccio così) come un progetto grafico: per me è un'impaginazione grafica a tre dimensioni, quella che cataloghiamo come progetto delle "grandi immagini", dove il "grande" è appunto riferito alla dimensione fisica. Un'immagine che deve vissuta dai suoi abitanti per non più di 3 o 4 giorni consecutivi.
Un appartemento, al contrario, lo devi vivere così come è, per anni. L'importanza degli spazi divisi per funzioni d'uso è preminente - anche se può essere particolarmente fluida - e l'impiantistica svolge un ruolo predominante fino ad influenzare l'intero progetto (ad esempio, progettare una luce diretta o luce diffusa determina impianti diversi e scelte estetiche diverse, così come l'impianto di climatizzazione o quello audio/video).
Come al solito, quando si deve affrontare un nuovo lavoro, ci si sente come quando a scuola, con il foglio bianco davanti, ci si chiedeva come e da dove iniziare il componimento.
L'aver scritto queste note mi fa venire in mente che potrei dare un po' di spazio, tempo permettendo, agli aspetti progettuali della standistica. Vedremo.
Naturalmente cercherò di fare delle foto e di mostrarle in questo blog, quando il lavoro sarà finito e credo che ci vorranno un bel po' di mesi.
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L'impatto delle trasformazioni della distribuzione sulle fiere (terza parte)
Riprendo oggi il tema in oggetto, affrontandolo dal punto di vista del settore dell'illuminotecnica e dell'impiantistica elettrica, che appare florido nonostante il trascorrere degli anni, anche il presenza di numerose fiere di settore a carattere locale. Ciò è dovuto essenzialmente a due fattori.Le fiere europee tengono (quelle italiane e tedesche, per prime) e seguitano ad essere i punti di riferimento: Euroluce ed Intel (quest'ultima ha cambiato faccia e nome proprio quest'anno, legandosi ad altri eventi legati all'architettura e all'edilizia) sono biennali già da molti anni, quindi rispondono in modo adeguato alle richieste del mercato, così come la tedesca Light&Building.
La legge 46/90 ha abbattuto il "fai-da-te" nel campo dell'impiantistica in generale, quindi da un lato ha ribadito l'importanza delle fiere b2b, e dall'altro ha reso meno attraenti le fiere del sud-est asiatico (al contrario di quanto avviene per altri settori) caratterizzate dall'esposizione di prodotti di minor qualità, non rispondenti alle normative europee in tema di sicurezza.
Italiani e tedeschi, sono poi i detentori nel campo degli apparecchi illuminanti, di un primato sia tecnologico che di design, con gli italiani più votati al design, ed i tedeschi alla tecnologia.
Da rilevare che, pur essendo le manifestazioni italiane di respiro internazionale (entrambe si tengono a Milano), il visitatore tipo proviene dalla Lombardia e dal Triveneto, regioni che insieme costituiscono il 70% del mercato italiano del settore.
Ecco spiegato il successo di molte manifestazioni a carattere locale (anche se classificate internazionali) come Mediel di Napoli (la Campania è una regione con una grandissima tradizione nella produzione artigianale di apparecchi illuminanti) che raccoglie l'offerta e la domanda del centro-sud d'Italia.
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10.5.07
Nuovo avviso ai naviganti
Personalmente non ho problemi a rispondere, anzi, il blog è fatto per interagire, altrimenti cosa siamo qui a fare?
Ma poiché la piattaforma di Blogger non lo consente direttamente, se non attraverso un altro mio commento che però verrebbe letto solo ricollegandosi a quel post, approfitto per ribadire che se desiderate approfondire seriamente le tematiche affrontate, non potete celarvi dietro l'anonimato ed è necessario che lasciate almeno un vostro indirizzo di posta elettronica, come altri hanno fatto, con la promessa che verrà utilizzato solo per questo scopo.
Technorati Profile
A Cervia "Lex Expo", la fiera delle professioni legali
Raccolgo un'informazione del mio amico e collega di associazione Mauro Covino relativa allo svolgimento, dall'11 al 13 maggio prossimi, di Lex Expo, la fiera delle professioni legali, che si terrà ai Magazzini del Sale di Cervia (Ravenna).Con le liberalizzazioni decise dall'attuale governo, anche i professionisti, al pari di quanto accade già da moltissimi anni nei Paesi di cultura anglosassone, potranno effettuare azioni promozionali delle proprie attività e studi di consulenza.
Commercialisti, ingegneri, architetti, geometri ed avvocati hanno a disposizione l'utilizzo di leve di marketing fino a poco tempo fa inaccessibili per le categorie citate.
Proprio quest'ultimi, gli avvocati, sono parsi fin da subito i più attivi su questo nuovo fronte della comunicazione. Ecco quindi la necessità di una fiera, nata da un'idea di Paola Parigi, avvocatessa, insieme a Pietro Bembo.
Nel sito (il link è all'inizio del post) sono disponibili tutte le informazioni sull'evento. Comunicatori ed esperti di marketing non possono che accogliere con favore l'apertura di un nuovo canale che, si spera, saprà essere foriero di nuove attività.
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9.5.07
Due blog sul marketing
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Etnafest, un evento lungo un anno
Preso dalla curiosità, ho voluto dare un'occhiata al sito internet dell'evento ed ho scoperto un format di manifestazione simile a quelli che si svolgono qua e la per l'Italia, specie con l'approssimarsi della bella stagione, di alto livello per i nomi invitati (molto elitario, mi verrebbe da sottolineare) e con la possibilità di partecipare a workshop a libero ingresso con gli artisti.
Etnafest è diviso in sezioni dedicate alla musica, al cinema e ad altre arti quali letteratura, poesia, pittura, fotografia. Ha avuto inizio alla fine dello scorso anno ed avrà termine il prossimo agosto.
Tra i prossimi appuntamenti in programma:
per la musica, sarà di scena Moreno Veloso, figlio del geniale compositore e interprete Caetano Veloso con il suo spettacolo Futurism (al Teatro Sangiorgi);
per il cinema, Omaggio a Luchino Visconti;
per le altre arti, il recital di Lucia Sardo, interprete del film I cento passi nel ruolo di Felicia Impastato, una delle “partigiane” più determinate della “resistenza” contro la mafia.
Non conoscendo l'evento nel particolare, ciò che mi ha colpito del sito è la possibilità di vedere ed ascoltare molte delle performance musicali già andate in scena.
Una vera goduria per tutti gli appassionati.
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8.5.07
L'impatto delle trasformazioni della distribuzione sulle fiere (seconda parte)
Riprendo oggi con un nuovo post, il tema inaugurato qualche giorno fa, concernente il rapporto tra modernizzazione del sistema distributivo e ruolo delle fiere, analizzandolo dal punto di vista del settore elettronica di consumo.Il settore dell'elettronica di consumo (nel quale ricomprendiamo anche la telefonia e l'informatica) è, tra tutti quelli considerati, quello che maggiormente ha beneficiato (e/o risentito, a seconda dei punti di vista) della riorganizzazione del sistema distributivo, grazie all'avvento delle grandi catene (Euronics, Trony, Unieuro, Sinergie ed altri) ed alla riorganizzazione di quelle esistenti (Expert).
Negli ultimi dieci anni la quota di mercato delle Grandi Superfici Specializzate ha superato quella detenuta dai Negozi Specializzati (la differenza diviene ancor più marcata se aggiungiamo la quota detenuta dai reparti specializzati all'interno degli ipermercati), anche se a quest'ultima categoria è oggi ascrivibile il merito di proporre un'offerta meno standardizzata, rivolta a coloro che cercano prodotti di qualità superiore. Da amante di apparecchiature per la riproduzione del suono, se cerco i cavi Monster o un home theater Bose, piuttosto che marchi leggendari come McIntosh e Nakamichi, non potrò che avere come riferimento il Negozio Specializzato, nell'oggettiva convinzione che le Grandi Superfici Specializzate sono in grado di offrire un rapporto qualità-prezzo vantaggioso ma a fronte di un'offerta standardizzata e di medio/basso livello (senza differenze sostanziali tra catena e catena).
Tornando al ruolo delle fiere, quelle relative all'elettronica di consumo hanno subito e stanno subendo, sia in Italia che in Europa, un forte ridimensionamento.
È il caso dello SMAU di Milano che dopo anni di grande affluenza di visitatori non addetti ai lavori, ha deciso di tornare alle origini, ovvero al ruolo di manifestazione esclusivamente business; anche il CEBIT di Hannover (la fiera che rappresenta la punta di diamante in Europa per il settore in questione) nella sua edizione 2007 ha visto, per la prima volta nella sua storia, la defezione di marchi leader come, ad esempio, Nokia.
Segno che le manifestazioni asiatiche stanno assumendo sempre maggiore importanza, poiché è in Estremo Oriente che si concentrano le aziende più attive nella R&S. Inoltre è sempre più diffusa tra le grandi catene, la tendenza ad organizzare fiere interne dedicate a specifici settori (ad esmpio, la climatizzazione domestica) che hanno un profilo mirato sulla formazione dei buyer e dei rivenditori associati alla rete distributiva.
Le considerazioni sono desunte dalla lettura di una ricerca sul medesimo argomento condotta da TradeLab per conto di AEFI nel 2005.
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Claudio Montesion di Wine Community interviene sul Vinitaly
Da me interpellato e sollecitato ad un intervento, Claudio Montesion, presidente dell'Associazione Wine Community, interviene sulla natura business o consumer del Vinitaly, tema al quale avevo dato spazio alcuni giorni fa e che mi ha permesso di raccogliere alcune opinioni di produttori. È quindi con piacere che pubblico integralmente la mail che ho ricevuto in merito all'argomento."Premesso che il settore vitivinicolo, così come altri settori, si basa su regole di business e che, a differenza di altri settori, traendo le propri origini dalla terra e vedendo impegnate persone che non hanno una cultura e una visione imprenditoriale, concordo su quanto anche Lei, come me, ha recepito in occasione dell’ultimo Vinitaly.
Analizzare pregi e difetti di questa manifestazione sarebbe lungo e poco proficuo, ma ovviamente vi sono almeno due domande che esigono risposte.
Cosa spinge un Produttore a partecipare al Vinitaly? Immagine, dire di non essere stati presenti al più importante evento nazionale, e non solo, fa sentire un Produttore ai margini del settore, anche se il rapporto costi/benefici risulta poco soddisfacente.
Cosa si aspetta un Produttore da questa manifestazione? Di trovare buyers, nazionali e internazionali, che gli “svuotino” le cantine e li collochino sugli scaffali di una grande catena distributiva o nel maggior numero di ristoranti o agriturismi e ancora enoteche, mercati esteri…
Risulta pertanto, sfortunatamente, evidente che il Vinitaly è una manifestazione prettamente business che cerca attraverso il proprio brand di promuovere i Produttori avvicinandoli ai medi e grandi buyers.
Dico sfortunatamente perché il Produttore italiano non ha ancora capito che la sua fortuna la deve trovare nella fidelizzazione dei Consumatori e dei Wine Lovers. Come si fa a pensare che all’interno di una manifestazione così caotica, un Produttore possa fare del business offrendo vino a volontà a chiunque? E ha ragione perché un appassionato, al Vinitaly, avrà degustato qualche decina di vini e ammesso che il suo vino ideale sia in Sicilia, abitando lui a Trento, difficilmente richiamerà il produttore a lui caro per acquistare il suo vino.
Ecco perché anche i Produttori sono restii nell’avvicinamento da parte del singolo Consumatore o Appassionato. Ma sbaglia, perché non ha ancora capito che non è sufficiente uscire dal vigneto una volta l’anno, farsi vedere, non da tutti, per poi forse tornare dopo un anno.
Ma è un fatto di cultura. Il Produttore italiano investe anima e corpo sul prodotto di qualità e fa bene, peccato… che quel prodotto lo conosca solo lui e pochi altri compratori della sua zona.
Il Produttore deve diventare un Imprenditore Produttore e come tutti gli Imprenditori deve sentire la necessità di Comunicare, deve imparare ad investire sulla Promozione se desidera farsi conoscere e apprezzare. Purtroppo questo concetto sfugge ancora ai più.
Per questo stiamo organizzando, come Associazione, un seminario indirizzato ai Produttori dal titolo “Marketing del Vino per Competere sui Mercati”, condotto da esperti a livello internazionale."
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7.5.07
Su Neurona.it una community dedicata alle fiere
La Comunità si propone di avviare un dibattito sul comparto fieristico italiano ed internazionale, mediante il coinvolgimento coloro che operano in ambito marketing, comunicazione, commerciale, promozione del territorio, per condividere visioni, esperienze e prospettive di collaborazione.
Naturalmente ci sarà uno stretto scambio tra i temi trattati nella community e questo blog. Invito tutti coloro che sono interessati ad avviare, oltre questo spazio, un serio dibattito sull'argomento, ad iscriversi alla comunità Marketing fieristico di Neurona.it
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Progettare Mostre. Dieci lezioni di allestimento in cd-rom
L'editore Lybra ha pubblicato un cd-rom diviso in lezioni di allestimento, dieci per l'esattezza, le quali, attraverso una pluralità di realizzazioni significative, di esperienze, di riflessioni, offrono un patrimonio di sapere progettuale ed un sicuro contributo alla formazione specifica di progettisti e, insieme, allo sviluppo di una conoscenza diffusa, di una nuova sensibilità per i temi del progetto allestitivo.
L'opera è curata da Mario Mastropietro e contiene saggi di Castiglioni, Ferrari, Di Puolo, Vidari, Forti, Piotrowski, Origoni, Bignardi, Viano, Colombo e Basso Peressut.
Il prezzo di copertina è di 12 euro.
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4.5.07
In corso a Napoli Saltexpo
Ho avuto modo di verificare che in questi giorni, moltissimi utenti accedono a questo blog per ricercare notizie su Saltexpo, la Fiera del Sale in svolgimento a Napoli, fino al 6 maggio prossimo.Ritengo quindi opportuno ritornare sull'argomento.
Un paio di mesi fa avevo espresso qualche riserva sull'iniziativa che purtroppo, per mancanza di tempo, non potrò visitare, ma una cosa è certa: l'ufficio stampa ha lavorato bene, visto il battage mediatico nel quale mi sono imbattuto in questi giorni. Il programma completo della manifestazione è disponibile collegandosi al sito ed in questo post vi fornisco solo alcuni ragguagli che ognuno potrà approfondire opportunamente.
La fiera del sale occupa quattro spazi della Mostra d'Oltremare (il quartiere fieristico di Napoli, vedi link sul lato destro):
il Teatro Mediterraneo, nel quale è allestita l'Accademia del Sale, luogo deputato per convegni, concerti, scuola di cucina a cura del Gambero Rosso;
la Torre Salata, posta centralmente rispetto all'esposizione, dalla quale sono proiettate megaimmagini, e la Piazza Salata, cuore dell'allestimento con la presenza dell'area mercato;
i Padiglioni 9 e 10, allestiti in collaborazione con la Città delle Scienza di Napoli con laboratori dedicati a bambini e ragazzi.
La fiera, o meglio, la mostra evento, come viene definita dagli organizzatori, affronta tutte le tematiche legate al sale, non solo dal punto di vista degli utilizzi in gastronomia, ma anche in relazione all'ambiente ed al territorio, alla salute, alla letteratura ed alla storia.
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3.5.07
Detto tra noi (3 maggio '07)
Su GoSlow non torno, nonostante i molti commenti che ancora ricevo poiché già in abbondanza ne abbiamo parlato. Un navigante mi chiede da dove cominciare per "svecchiare" la Fiera del Levante (a proposito, a tutti chiedo di lasciare un nome, un riferimento, il proprio settore professionale, per non rispondere a dei fantasmi).
La risposta, o meglio la ricetta, non la conosco. Posso solamente esprimere un'opinione personale, da spettatore addetto ai lavori (mi è capitato di portare qualche azienda alla Campionaria barese), ma pur sempre spettatore.
La Fiera del Levante è rimasta l'unica campionaria italiana alla quale partecipano in massa le aziende che hanno una partecipazione statale o hanno avuto una quota del loro capitale sotto il controllo da parte del Ministero delle Finanze (famoso è il padiglione IRI, dove fino a qualche tempo fa trovava casa lo stand dello Stretto di Messina). Si tratta di una manifestazione che ha un carattere squisitamente politico, assolutamente anacronistica rispetto alle tendenze del comparto.
Non vedo, e non credo, possa esserci a breve/medio termine la volontà di rivedere l'assetto complessivo dell'organizzazione, anche perché il management della società che gestisce il quartiere espositivo è fortemente radicato ad una visione delle fiere il cui calendario ne è l'esplicitazione. Il post pubblicato rappresenta poi, la volontà di dare spazio ad una location fieristica della quale non avevo mai avuto modo di parlare nel blog, vista la mancanza di spunti di maggiore interesse.
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2.5.07
Lo strano mondo di Neurona
Ebbene, qualche giorno fa ho fatto richiesta di entrare in una delle comunità professionali di Neurona (Metacom per l'esattezza, nella quale si parla, per l'appunto, di come le persone comunicano utilizzando i nuovi media) e per tutta risposta vengo contattato da una certa Manuela P. (cognome ignoto, forse la sorella di Melissa P.?), 26 anni, neolaureata in Scienze della Comunicazione e moderatrice della comunità, nessuna esperienza lavorativa al suo attivo, la quale mi propone 5 domande 5 che, in base alle risposte, decideranno della mia idoneità a far parte di questo club esclusivo e che, per completezza d'informazione, vi riporto:
- Cosa vuol dire per TE comunicare?
- Quale ritieni sia il miglior canale di comunicazione?
- Che contributo pensi di poter dare a questa Community?
- Come pensi che questa Community può aiutarTI?
- Quanto tempo pensi di poter concedere a questa comunità?
(scritto proprio così, con TE e TI tutti maiuscoli).
Premesso che non sono una persona suscettibile, né tanto meno permalosa, ma secondo voi, a 42 anni e dopo quasi 23 di attività nel campo della comunicazione e del marketing, è necessario ottemperare a tale obbligo per far parte di una comunità internettiana?
Ho chiesto per caso di essere assunto a tempo indeterminato in una società (sai, prima di prenderti in casa, vogliamo sapere come la pensi)?
Che ne pensate di questo modo di gestire le relazioni in rete?
30.4.07
L'impatto delle trasformazioni della distribuzione sulle fiere
Le profonde trasformazioni che hanno interessato, in termini di modernizzazione e razionalizzazione, il commercio e la distribuzione in Italia, a partire dall'ultimo decennio del secolo scorso, stanno avendo, ed avranno in futuro, un impatto anche sul comparto fieristico.È quanto emerge da una ricerca commissionata da AEFI e condotta da TradeLab nel corso del 2005 sui settori che maggiormente sono stati investiti dai cambiamenti: edilizia e bricolage, elettronica di consumo, abbigliamento, pelletteria e accessori.
Nel complesso, anche se con differenze anche accentuate tra settore e settore, si è assistito ad una diminuzione, in termini numerici, dei punti vendita indipendenti e plurimarca, a favore di un forte aumento delle superfici di grandi dimensioni gestite da grandi gruppi sia italiani che stranieri.
Soffermandoci oggi su edilizia e bricolage (settori che sottendono prodotti profondamente diversi tra di loro, ma in larghissima parte complementari), emergono da parte degli operatori del settore, due richieste che attendono una risposta da parte degli organizzatori: la biennalità degli eventi di respiro internazionale che si svolgono in Italia (Saie, Saie2, Cersaie, Eima) e specializzazione degli eventi legata ad una maggiore profondità dell'offerta.
La richiesta di biennalità degli eventi (peraltro già attuata dai titoli competitors europei) risponde al fatto che i settori in oggetto hanno raggiunto una elevata maturità dovuta ad una scarsa innovazione di prodotto, così come basso è il tasso d'ingresso di nuovi produttori (è quanto accade nel campo degli apparecchi illuminanti con Expoluce).
La richiesta di una maggiore profondità dell'offerta è data dal fatto che le manifestazioni italiane vengono considerate ancora troppo generaliste, tendendo cioè, ad affrontare tutti gli aspetti del comparto senza approfondirne qualcuno in particolare.
È quindi divenuta pressante la necessità di avere in Italia più eventi specializzati in luogo di pochi generalisti che, per lo più, si sovrappongono per date e contenuti con quelli che si svolgono altrove.
Oggi, le possibilità di effettuare e concludere scambi commerciali si sono ampliate, quindi si è rafforzato il ruolo della fiera, per i settori edilizia e bricolage, come centro di informazione (quindi organizzazione di convegni, presentazione di ricerche).
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27.4.07
Bari: firmata un'intesa per la cultura tra Fiera del Levante e Teatro Petruzzelli
«Nel mondo, quando si parla di Bari, si pensa al Teatro Petruzzelli e alla Fiera del Levante. Abbiamo voluto legare questi due elementi che identificano il territorio per proporre una sinergia strategica che promuova i processi di diffusione della cultura e di sviluppo del territorio».Con questa premessa, il presidente dell’Ente Autonomo Fiera del Levante, Cosimo Lacirignola, ha sottoscritto un protocollo d’intesa con il presidente della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli Teatri di Bari, Michele Emiliano.
La convenzione prevede che la Fiera metta a disposizione i propri spazi per l’organizzazione di iniziative culturali, teatrali e musicali. La Fondazione si impegna a sua volta a sostenere le manifestazioni organizzate dalla Fiera, promuovendo la Campionaria e tutte le rassegne specializzate.
Spazio 7 nella Fiera del Levante ospiterà l’8 e il 10 giugno il dramma lirico «Attila» di Giuseppe Verdi. Il 6 settembre, due giorni prima dell’inaugurazione della Campionaria, si ospiterà, invece, la Israel Philharmonic orchestra diretta da Zubin Metha. In programma la Settima sinfonia di Mahler. A marzo il palco di Spazio 7 sarà conquistato dal pianista Giovanni Allevi.
Il protocollo d’intesa è stato sottoscritto nel padiglione 96 dove la Fondazione, in occasione della 37esima edizione di Expolevante, ha proposto un percorso d’arte tra scenografie, costumi e oggetti scenici del Teatro Petruzzelli.
Fonte: Tafter
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26.4.07
Nella Tuscia Viterbese un Laboratorio per imprese turistiche e dei prodotti tipici
Un Incubatore di imprese specializzato nei percorsi di promozione e valorizzazione delle attività imprenditoriali legate alle filiere della cultura, dei beni culturali, del turismo e dei prodotti tipici, e un Laboratorio all’interno della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo: sono due tra i progetti di punta che BIC Lazio sta portando avanti per contribuire allo sviluppo economico del territorio.Propedeutico alla nascita dell’Incubatore, in programma entro il 2009, il Laboratorio intende infatti di sensibilizzare ed orientare tutti coloro che siano interessati ad avviare una attività nel settore di specializzazione del futuro Incubatore, e per la definizione del sistema dei servizi da implementare.
Il Laboratorio si propone come luogo di confronto e di scambio di idee, progetti ed esperienze tra docenti, studenti, esperti ed operatori pubblici e privati del settore, edè finalizzato all’orientamento e alla preparazione degli studenti verso le modalità di autoimpiego ed alla loro piena informazione sui diversi settori di intervento delle imprese culturali.
Fonte: BIC Lazio
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25.4.07
La concorrenza fieristica (seconda parte)
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Ricollegandomi a quanto detto nel precedente post, relativamente alle fiere dedicate al turismo (nei suoi vari aspetti e tendenze) che si svolgono nella stessa area di influenza in cui gravita Venezia ed il suo GoSlow (al quale stiamo facendo un bel po' di pubblicità gratuita), la presenza di più eventi che contengono elementi molto simili tra di loro, denota un'inefficienza del sistema.
Come ho avuto modo di commentare in un precedente post, il mercato fieristico europeo (per cui anche quello italiano) è invitato da più parti a fare uno sforzo di aggregazione delle risorse disponibili. La proliferazione di sempre nuovi eventi cozza con le rinnovate capacità di penetrazione dei marcati che le aziende hanno, in maniera piuttosto svincolata dalle proprie dimensioni, grazie all'avvento delle nuove tecnologie ed ai siti specializzati nella vendita di pacchetti turistici online.
Oggi abbiamo due tendenze trainanti: la svolta tecnologica e la riscoperta della natura.
La svolta tecnologica ha determinato che anche un piccolo hotel, un agriturismo e persino un ristorante, hanno la possibilità di entrate in contatto con potenziali clienti solo pochi anni fa irraggiungibili.
La riscoperta della natura (ed il business che intorno si è sviluppato, vedi le tante fiere dedicate al wellness) ha determinato un forte impulso del turismo nei parchi e nelle riserve naturali, delle vacanze in bicicletta e del trekking (solo per citare gli aspetti più eclatanti) e GoSlow cercherà di cavalcare quest'onda.
L'esigenza di dare vita a manifestazioni fieristiche molto simili tra di loro e per lo più in concorrenza sul piano territoriale (questo, a mio avviso è l'aspetto più critico della questione) appare quindi anacronistico, oltre ché sbagliato in termini di programmazione. Rimanendo al settore turistico, la sensazione generalizzata è che ci sia uno scarso coordinamento tra società di gestione dei Quartieri, ed una volontà da parte dei creatori dei progetti (case editrici, società di eventi) di "fare cassa" senza badare al contenuto dell'offerta.
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24.4.07
La concorrenza fieristica (prima parte)
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I commenti che ho ricevuto a seguito del post nel quale ho dato notizia del GoSlow di Venezia, ed i scambi di opinione che ne sono seguiti, mi spingono ad affrontare il tema della concorrenza fieristica.
Il tutto nasce dalle perplessità sollevate dai lettori del blog riguardo l'effettiva necessità di aprire una nuova manifestazione dedicata al turismo, visto l'affollamento presente in Italia in tal senso.
Le chiavi di lettura per determinare il successo di una manifestazione sono molte ed attengono alla fase di progettazione dell'evento, per meglio dire, alla fase dello studio di fattibilità, concluso il quale si potrebbe optare per l'aborto dell'operazione.
Semplificando, prima di lanciare un nuovo prodotto sul mercato, è opportuno verificare cosa hanno fatto, ed in quali condizioni, i nostri competitor, per definire gli elementi distintivi del nuovo progetto e valutare le infrastrutture delle quali siamo dotati, in modo da poter competere sul mercato nel migliore dei modi.
Una delle chiavi di lettura per determinare la sostenibilità di una manifestazione in una data area locale è data dall'analisi dei seguenti fattori:
- accessibilità al quartiere fieristico (e prima ancora alla città che lo ospita)
- quartieri e manifestazioni concorrenti
- varietà e completezza delle produzioni dell'area scelta come sede della manifestazione
- domanda delle imprese (nel caso di manifestazioni business o miste)
- domanda delle famiglie (nel caso di manifestazioni consumer).
Premesso che non conosco GoSlow se non in modo superficiale e che le informazioni in mio possesso sono quelle di pubblico dominio (15.000 visitatori nell'edizione 2006, circa 90 espositori ed una location con il Forte Marghera che risulta essere ancora in fase di recupero), è comunque chiaro che la manifestazione appartiene al folto gruppo di quelle degli scambi locali, mercati di distribuzione in cui espositori e visitatori provengono dalla zona o dagli immediati dintorni della sede fieristica.
Se prendiamo una cartina geografica e tracciamo una circonferenza con un raggio di circa 100-150 km e facciamo centro su Venezia, troviamo almeno 4 centri fieristici che offrono un evento dedicato al turismo: a Padova, "Vacanze Weekend" e "Waterways Expo", a Udine "NaturalMente Show", a Rimini "TTG", "TTI" e "Luoghi" (anche "Mondonatura" ha una sezione dedicata al turismo all'aria aperta" e per chiudere, Vicenza propone "Tempo Libero" (una sorta di doppione di Mondonatura).
Tutti questi eventi hanno le loro peculiarità (Rimini è più b2b che b2c), ma credo che se si facesse uno sforzo organizzativo, e soprattutto di razionalizzazione (ma cui entriamo nel campo della pura fantafieristica, vista la competizione tra città ed organizzatori), tutti questi eventi (se conto bene, siamo a 9 compreso l'incriminato) potrebbe essere ridotti a 2, uno a Rimini ed uno all'area del nord-est, concentrando quindi le risorse e dando maggiore impulso ai singolo evento.
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23.4.07
Detto tra noi
Questa mattina ho trovato nella mia casella di posta la mail del sig. Viganò, il quale scrive:
"Non è che il fenomeno delle fiere diffuse svaluterà le fiere più importanti?
Siamo così sicuri che la fiera sia ancora uno strumento di marketing e comunicazione?
C'era bisogno di un'altra fiera sul turismo? Già non funzionano quello che ci sono, e dopo il flop di Globe a Roma assisteremo anche al flop di GoSlow?"
Non credevo che parlare della Fiera di Venezia e di GoSlow (una nuova manifestazione che si tiene nella città lagunare) generasse un vespaio di polemiche così accese (già avevo ricevuto altri commenti negativi su questa nuova iniziativa).
Ma andiamo per ordine. Il lettore probabilmente fraintende il senso che intendevo dare al concetto di fiera diffusa, quando si pone il dubbio che questa possa svalutare le fiere più rinomate. Con la definizione "fiera diffusa" intendevo differenziare le caratteristiche logistiche degli spazi espositivi di Venezia, rispetto a quelli che ritroviamo nelle altre città, che dispongono, per le loro caratteristiche territoriali, di Quartieri in cui i padiglioni sono racchiusi da limiti ben precisi.
Credo che questa sia una caratteristica tutta veneziana che rappresenta una risposta alla vicinanza di aree fieristiche maggiormente affermate ed attrezzate che gravitano nelle zona (potremmo parlare di concorrenza fieristica tra le varie sedi, ma a questo argomento è necessario dedicare un post a parte). Un quartiere fieristico veneziano tradizionalmente inteso, sarebbe, per dirla fuori dai denti, assolutamente inutile. Pur non essendo un conoscitore delle cose di Venezia, credo che la città abbia altre emergenze ed altre priorità alle quali guardare.
Riguardo poi al dubbio sul ruolo come strumento di marketing e comunicazione svolto dalle fiere, ritengo che la risposta sia assolutamente positiva: le fiere sono uno strumento di comunicazione e marketing fondamentale per le imprese, soprattutto per i mercati business, che richiedono un approccio specialistico sia dell'espositore che dell'organizzatore, e sono anche in grado di alimentare un rapporto di scambio con il territorio ospitante, offrendo visibilità e ricadute economiche (basterebbe leggere qualche dato monetario sull'indotto, per verificarne l'importanza, oppure una recente ricerca commissionata da AEFI e condotta da Eurisko).
Potrei pensare che il signor Viganò è il titolare di un'azienda che opera nel turismo e che è rimasto "scottato" da una partecipazione che non ha avuto i riscontri desiderati (magari per errori di programmazione), ma ciò non fa che rafforzare quanto detto nel paragrafo precedente.
Se poi così non fosse, molte persone dovrebbero cambiare mestiere (me compreso), il corso di laurea in economia della Bocconi dovrebbe essere drasticamente ridimensionato, le migliaia di imprese che solo in Italia operano nel comparto dovrebbero chiudere e probabilmente il commercio mondiale si fermerebbe.
Riguardo alle fiere dedicate al turismo, le mie opinioni (sempre in risposta ai dubbi sollevati) sono queste.
C'era bisogno di un'altra fiera sul turismo? Dipende dagli obiettivi che gli organizzatori dell'evento si sono posti, in termini di quantità di espositori e visitatori. L'idea, si per sé, potrebbe essere buona in quanto va a coprire una nicchia particolare, anche se il rischio di duplicazione dei titoli è sempre in agguato. Come sempre, sul futuro di questa manifestazione sarà il mercato a decidere e conteranno le capacità organizzative e gli eventuali appoggi politici.
Già non funzionano quello che ci sono. Non è vero. La BIT (che è una Borsa, piuttosto che una Fiera) funziona bene ed è, insieme a Berlino e Parigi, l'evento più affermato in Europa per il comparto del turismo (ma attenti a Madrid); poi c'è la BTC di Firenze che dal 2007 sarà a Roma con uno spazio molto più ampio a disposizione. Globe07 ha pagato lo scotto della prima edizione (29.000 operatori professionali presenti come visitatori, contro i 105.000 della BIT), ma Roma, con il nuovo Quartiere, ha bisogno di un'affermazione internazionale come player di altro livello e le caratteristiche di questa manifestazione si discostano da quelle della kermesse milanese. Sarà necessario attendere qualche anno che capire le dinamiche delle esposizioni che ultimamente stanno riservando non poche sorprese (Globe è organizzata in partnership con Rimini e potremmo anche aspettarci un trasloco... ma questa è solo un amia supposizione).
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Avviso ai naviganti
Molti lasciano commenti interessanti ma anonimi; invito tutti coloro che desiderano inviarne uno, e non sono dotati di un blog personale, a fornire un indirizzo di posta elettronica che utilizzerò solo al fine di rispondere privatamente al commento, poiché ritengo che sia sempre un'occasione persa quando non si riesce ad interagire su questioni interessanti.
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20.4.07
Per gli appassionati di design e architettura
È in corso in questi giorni (fino al 23 aprile 2007) il Salone Internazionale del Mobile di Milano. Su questo evento si è detto tutto, quindi inutile aggiungere altro, se non un consiglio: andatelo a visitare, se potete, anche se non siete interessati particolarmente al settore, oppure fate un giro tra gli innumerevoli eventi del FuoriSalone, probabilmente il modo più interessante per scoprire cosa c'è dietro al concetto di design e per scoprire una delle anime di Milano.In questo post, vorrei invitarvi alla lettura di alcuni articoli apparsi sullo Speciale del Corriere della Sera dedicato all'evento. Il primo riguarda Euroluce, la biennale che accompagna il Salone: un interessante sguardo sulle tendenze della progettazione della luce, uno degli aspetti, a mio parere, più importanti - ed intriganti - non ancora sufficientemente esplorato e tenuto in considerazione.
Sullo stesso tema, un articolo di Ingo Maurer, tra più importanti designer in questo campo, che con le sue parole ha sintetizzato in modo sublime lo stato dell'arte del fare luce.
Lo sapevate che Flou, la nota marca che produce letti - ed abbigliamento per i letti e la camera da letto - è siciliana? Vi consiglio di leggere l'intervista a Rosario Messina, fondatore di Flou, uno dei personaggi di influenti ed autorevoli dell'industria italiana del mobile, nonché presidente del COSMIT, l'istituzione che organizza il Salone; ho avuto modo di conoscerlo personalmente ed è un personaggio assolutamente eccezionale.
Per finire, l'articolo che introduce Best Up, il circuito dell'abitare sostenibile, trend sempre più ricco di proposte, la cui presentazione è accompagnata (fino a questa sera alla Fabbrica del Vapore, quindi se siete a Milano, andateci) da una performance di Studio Azzurro un gruppo di videoartisti di rilievo mondiale (non li conoscevo, ma ciò che ho visto nel loro sito mi fa venire voglia di mollare tutto ed unirmi a loro).
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19.4.07
Promuovere le fiere per promuovere l'economia italiana
Tutti i relatori, tra i quali il ministro del Commercio internazionale Emma Bonino, il direttore generale dell'ICE Massimo Mamberti ed il presidente di AEFI Raffaele Cercola, sono stati concordi nell'indicare come obiettivi comuni - dopo la profonda ristrutturazione che ha portato alla trasformazione dei Quartieri fieristici italiani in società per azioni - una maggiore spinta verso l'internazionalizzazione delle manifestazioni ed una maggiore attenzione allo spreco di risorse, dovuto alla calendarizzazione che, in Italia, spesso, crea sovrapposizioni e cannibalizzazioni.
Per entrambi questi aspetti, strettamente correlati tra di loro, l'Italia sconta uno svantaggio che viene da lontano e che per buona parte è attribuibile alla frammentazione del sistema produttivo che vede una quantità di piccole e medie imprese manifatturiere (quelle che, per tradizione, in Italia sono maggiormente sensibili all'utilizzo della fiera come veicolo promozionale, di vendita e possibilità di raggiungere nuovi mercati) nettamente superiore rispetto ai principali competitor europei (Germania e Francia).
Il comparto fieristico italiano dovrà quindi saper interpretare positivamente un trend, che dura da alcuni anni, che vede sempre meno risorse destinate al mercato fieristico europeo (quindi: esasperazione della competitività tra gli operatori fieristici; necessità degli espositori di essere presenti al di fuori dei confini continentali), a favore quindi, di una sempre maggiore attenzione verso i mercati emergenti asiatici e mediorientali.
Essendo il mercato fieristico europeo in mano ai Quartieri (le multinazionali private dell'organizzazione di fiere, si contano sulle dita di una mano), è necessario per questi, stipulare partnership nei mercati extraeuropei.
Finora, la parte del leone, su questo campo, la stanno facendo i tedeschi che, per tradizione (ma supportati anche dai numeri) hanno il maggior numero di attori capaci di competere a livello internazionale. Mi riferisco alle varie Messe: Hannover, Frankfurt, Koln, Dusseldorf e l'emergente Lipsia. Non a caso, la Germania è il Paese con il più alto numero di manifestazioni riconosciute internazionali e sono questi i Quartieri che possono contare su una presenza fissa con proprie rappresentanze sparse per i mondo.
L'Italia è ancora la regina delle fiere nazionali e regionali: non a caso, a noi, è attribuita la fetta più grande (tra le nazioni con il settore fieristico più sviluppato) degli spazi affittati per questa categoria di manifestazioni (1).
Da queste evidenze, scaturisce la necessità, ribadita nel convegno, di mettere mano al calendario e di puntare su pochi titoli (nel 2004, le manifestazioni riconosciute internazionali erano 195, secondi i dati rilevati da AEFI nel 2004, su circa 1000 che annualmente si tengono in Italia), per poter giocare alla pari una sfida che consentirà di dare una grande mano alla crescita l'economia.
(1) Fonte: Elaborazione CERMES-Bocconi su dati FKM, MinAP, OJS, AFE, EVA (anno 2000)
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18.4.07
TCI e Alinari hanno presentato due volumi sulle fiere in Italia
A margine dell'incontro di presentazione del programma di promozione del comparto fieristico italiano, realizzato da AEFI nell'ambito dell'Accordo di settore con il Ministero del Commercio Internazionale ed ICE, che si è tenuto a Roma lo scorso 3 aprile e sul quale vi ragguaglierò con un prossimo post, sono state presentate due interessanti iniziative editoriali curate da Alinari e dal Touring Club Italiano.Il volume edito da Alinari (ItaliaFiera
dalle Esposizioni universali al mercato globale 1861-2006), ha come maggior pregio quello di rendere una storia della trasformazione delle manifestazioni fieristiche italiane attraverso le splendide immagini custodite dall'archivio fotografico fiorentino.
Al volume è affidato il compito di testimoniare le radici del sistema fieristico italiano ed il contributo alla storia economica del nostro Paese. Le fotografie documentano le Grandi Esposizioni che hanno segnato i primi anni dell’Unità d’Italia, le campionarie, l’avvio di fiere specializzate che si sono poi rivelate motore dell’economia nelle diverse aree e per i diversi settori fino ad arrivare allo sviluppo di soluzioni tecniche per i quartieri e a concept fieristici che ci pongono all’avanguardia nel mondo in molti campi.
I testi sono di Z. Ciuffoletti e R. Riannetti ed il prezzo di copertina è di 40 euro.
Il volume edito dal TCI (Fiere ed Esposizioni in Italia) è un prodotto che, partendo dagli eventi fieristici, approda, nel più classico stile editoriale dell'associazione, alla giuda turistica di alto livello, con informazioni dettagliate, oltre che sugli oltre 40 Quartieri italiani, sulle opportunità turistiche, di ospitalità e di svago offerte dalle città italiane sedi di zone espositive.
Il volume sarà in libreria a partire dal prossimo 6 giugno al prezzo di 18 euro.
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17.4.07
Ancora sull'ultimo Vinitaly
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Prendo spunto da un commento di Giampaolo Paglia (titolare della casa vinicola Poggio Argentera), da me sollecitato riguardo le questioni sollevate nel precedente post dedicato alla rassegna veronese, riguardanti la natura business o consumer di Vinitaly.
Premettendo, anzi confermando, che sono note a tutti gli addetti del settore, le vicissitudini e le difficoltà organizzative di una partecipazione fieristica, specie quando il budget è esiguo (soprattutto in relazione alla quantità di manifestazioni da presidiare durante l'anno), una delle possibili soluzioni potrebbe essere quella di avere giorni di apertura dedicati al pubblico generico distinti da quelli dedicati al pubblico di addetti ai lavori (come accadeva in occasione dello SMAU, prima che tornasse ad essere una manifestazioni only business).
Ciò permetterebbe:
di accontentare sia l'una che l'altra fetta di pubblico;
di porre l'espositore nelle condizioni di adeguarsi alle diverse richieste ed ai diversi atteggiamenti dei visitatori, evitando un netto squilibrio tra trattamento del frequentatore business e consumer, fermo restando che la maleducazione che porta allo scontro fisico pur di accaparrarsi il gadget di turno, attiene ad altre sfere della comunicazione e nell'immediato può essere risolta solo consigliando agli espositori (come personalmente faccio) di evitare la distribuzione di materiale che distoglie l'attenzione dal prodotto (meglio puntare sull'originalità e sulla qualità dello stand, in grado di attrarre un pubblico più "educato").
Spezzando una lancia a favore della categoria della quale faccio parte, quella degli Exhibition Advisor, consiglierei ai produttori di far gestire le partecipazioni fieristiche ad un esperto esterno o interno, che sia dedicato esclusivamente a tale compito, sollevando tutto il resto dello staff da incombenze non strettamente attinenti al core business aziendale.
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